Cic edizioni internazionali
Giornale Italiano di Psico-Oncologia

Storytelling in ospedale: uno strumento di supporto alla narrazione di sé in pazienti adolescenti

Articolo Originale, 1 - 4
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Abstract
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La diagnosi di cancro in pazienti pediatrici espone il paziente/famiglia a stress e disagio emotivo difficili da esprimere. Nel Dipartimento di Oncologia Pediatrica del Santobono-Pausilipon (Napoli) si vuole proporre un progetto di Storytelling, strumento che usa varie tecniche per raccontare e comprendere dinamiche interne in termini figurati. L'obiettivo è stimolare la narrazione di sé e la condivisione di vissuti nonché individuare uno strumento che si integri agli interventi già presenti in ospedale. I destinatari sono
i pazienti (12-18 aa) ricoverati nei reparti del dipartimento in fase di cura. L’attività, condotta dallo psicologo dedicato e uno in formazione, si svolgerà in 3 incontri settimanali per un anno, coinvolgendo i pazienti individualmente o in gruppo, in base ai bisogni valutati.
Ci si aspetta di favorire l'espressione e la consapevolezza dei vissuti personali del paziente affinché diventi attivo promotore del suo percorso di crescita. In base alle criticità e ai bisogni del paziente valutati in progress, attraverso lo storytelling è possibile evidenziare specifiche difficoltà relazionali tenendo conto che le caratteristiche del paziente, il quadro familiare, la fase di malattia e l’ospedalizzazione influenzano
fortemente il disagio psico-emotivo.

A gonfie vele contro il cancro. Un progetto di Terapia dell’Avventura nel percorso di cura

Articolo Originale, 5 - 10
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Da ormai 5 anni, il Dipartimento di Onco Ematologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, ha inserito nel percorso di cura dei suoi ricoverati un’esperienza di Terapia dell’Avventura a bordo del brigantino Nave Italia della Fondazione Tender to Nave
ITALIA ONLUS. Quasi cento ragazzi infatti hanno preso parte, negli anni, al progetto “A gonfie vele contro il cancro” entrando a fare parte di un vero e proprio equipaggio della Marina Militare Italiana, condividendo con loro regole, spazi e ruoli con l’obiettivo di vivere un’esperienza avventurosa, all’aria aperta, insieme a coetanei con cui hanno condiviso l’esperienza di malattia e di cura in Ospedale. Il progetto, che, oltre la settimana a bordo, prevede anche incontri prima e dopo, ha come obiettivo finale quello di far sperimentare ai ragazzi attività nuove ed entusiasmanti, farli relazionare e condividere emozioni e vissuti, incrementare l’autostima e il senso di autoefficacia

La paranoia fondativa come impossibile elaborazione del dolore.
Istituzione, mito fondativo e pensiero magico

Articolo Originale, 11 - 18
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Questo breve lavoro prova a dare senso ad una situazione di stallo istituzionale che si è notato per alcuni anni all’interno di un Servizio Ospedaliero di Oncoematologia Pediatrica. Il Reparto, nato da un’associazione di genitori e con l’assunzione di un
Primario proveniente dall’esterno, è stato vissuto da sempre in maniera ambivalente dall’istituzione madre: a un’estrema gratitudine fa da contraltare un vivo risentimento per l’invasione del sacro confine (istituzionale) della stessa e quindi per la denuncia delle
mancanze istituzionali che, senza dubbio, la fondazione di un servizio dall’esterno ha denunciato al territorio. Con questo testo, risultato di un progetto di cura del contesto, si prova a delineare un’idea di lavoro possibile sui rapporti tra il Servizio e l’Istituzione
protagonisti dello scritto, nonché a portare un contributo di esperienza alla letteratura sul mentale dell’istituzione e la fondazione dei Servizi di cura.

Aspetti psicologici del Trapianto di Cellule Staminali Emopoietiche (TCSE) nei pazienti pediatrici, nei fratelli donatori e non donatori

Articolo Originale, 19 - 36
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La comunicazione medico paziente nella Leucemia Mieloide Cronica:
esperienze formative con gli ematologi

Articolo Originale, 37 - 43
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Con l’introduzione dei TKI, il tasso di sopravvivenza dei pazienti con Leucemia Mieloide Cronica (CML) è divenuto sostanzialmente sovrapponibile a quello della popolazione normale. L’attenzione dei clinici si è dunque spostata dall’efficacia del trattamento alla tollerabilità e all’aderenza del paziente alla terapia. Tutto ciò ha evidenziato la necessità di un’efficace comunicazione medicopaziente. Il presente articolo descrive contenuti e metodologie didattiche di una serie di corsi svolti con ematologi impegnati nella CML. I corsi integravano un update su patologia e trattamento e una formazione sulla comunicazione medico-paziente specificamente tarata per la CML. Il format didattico, su cui si sofferma l’articolo, ha permesso di promuovere tre tipi di competenze: a) abilità di contenuto
(cosa i medici comunicano); b) abilità di processo (come i medici comunicano le informazioni); c) abilità percettive (le modalità con cui i medici pensano e vivono l’interazione con pazienti e l’impatto che esse hanno sulla prassi clinica).

“Ti liberi dei cadaveri che abbiamo dentro di noi”: la psicoterapia psicodrammatica e il tema della morte nei pazienti oncologici

Articolo Originale, 44 - 56
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La psicoterapia psicodrammatica di gruppo permette di affrontare tematiche di difficile esplorazione come quelle della morte.
Obiettivo del presente lavoro è analizzare lo sviluppo del tema morte durante sessioni di psicoterapia psicodrammatica di gruppo con malati oncologici. A tale scopo, è stata effettuata una valutazione tematica qualitativa di trascritti di 73 sessioni selezionate in modo randomizzato.
Il tema della morte è stato osservato nella maggioranza delle sessioni analizzate (89%), e spesso è stato introdotto spontaneamente dai partecipanti del gruppo (85%).
Dall’analisi sono state individuate quattro aree tematiche: Morte di altri significativi, Immagine della propria morte, Mortalità dell’essere umano e Ruolo della malattia nella rivalutazione della
vita/morte.
I dati ottenuti dal presente studio qualitativo fanno supporre che il paziente senta un’esigenza a parlare di morte, la quale può rappresentare sia il fine del discorso sia un mezzo di azione terapeutica tramite cui il paziente può accedere ad uno spazio di cambiamento.

Intervento psicoeducazionale di gruppo per pazienti prostatectomizzati: uno studio pilota in Italia

Articolo Originale, 57 - 63
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Sono stati condotti tre focus groups (FGs) con 16 pazienti prostatectomizzati di tre Centri Oncologici. La maggior parte dei pazienti ha espresso il bisogno di più informazioni, soprattutto sugli effetti collaterali dei trattamenti, la necessità di un approccio multidisciplinare nel percorso di cura, di essere trattati da un punto di vista olistico e l’importanza dell’assistenza post-chirurgia anche con un supporto psicologico.
Sulla base di quanto emerso dai FGs, sono stati condotti tre interventi psicoeducazionali di gruppo suddivisi in 3 incontri con 16 pazienti (tasso di aderenza 95.8%). Ricevere informazioni mediche e condividere la propria esperienza di malattia con altri pazienti, sono i principali benefici citati dai pazienti al termine dell’intervento.
I gruppi psicoeducazionali sono interventi a basso costo, facili da organizzare e ben accettati dai pazienti prostatectomizzati. Sarebbe auspicabile che fossero effettuati all’interno delle Prostate Cancer Units con cadenza regolare per soddisfare i bisogni informativi
e psicologici dei pazienti.

Vol. 20 (No 1-2) 2018 Gennaio - Dicembre

  1. Storytelling in ospedale: uno strumento di supporto alla narrazione di sé in pazienti adolescenti
    Astarita R., Grieco A., Capasso R., Pinto A.
  2. A gonfie vele contro il cancro. Un progetto di Terapia dell’Avventura nel percorso di cura
    Basso A., Mastronunnzio
  3. La paranoia fondativa come impossibile elaborazione del dolore. Istituzione, mito fondativo e pensiero magico
    Colavero P.
  4. Aspetti psicologici del Trapianto di Cellule Staminali Emopoietiche (TCSE) nei pazienti pediatrici, nei fratelli donatori e non donatori
    De Marchi B., Scarponi D.
  5. La comunicazione medico paziente nella Leucemia Mieloide Cronica: esperienze formative con gli ematologi
    Pennella A., Binotto G., Breccia M., Gozzini A., Pregno P., Stagno F., Ragonese A.
  6. “Ti liberi dei cadaveri che abbiamo dentro di noi”: la psicoterapia psicodrammatica e il tema della morte nei pazienti oncologici
    Poli S., Brusa F., Fossati I., Vegni E.
  7. Intervento psicoeducazionale di gruppo per pazienti prostatectomizzati: uno studio pilota in Italia
    Toccafondi A., Bonacchi A., Miccinesi G., Muraca M.G., Della Corte S., Ottaviano M., Lapini A., Villari D., Bigazzi B., Assalone P., Marchi L., Conversano C., Mancino M., Franchi G.
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  1. Intervento psicoeducazionale di gruppo per pazienti prostatectomizzati: uno studio pilota in Italia
    Toccafondi A., Bonacchi A., Miccinesi G., Muraca M.G., Della Corte S., Ottaviano M., Lapini A., Villari D., Bigazzi B., Assalone P., Marchi L., Conversano C., Mancino M., Franchi G.
  2. “Ti liberi dei cadaveri che abbiamo dentro di noi”: la psicoterapia psicodrammatica e il tema della morte nei pazienti oncologici
    Poli S., Brusa F., Fossati I., Vegni E.
  3. La comunicazione medico paziente nella Leucemia Mieloide Cronica:
    esperienze formative con gli ematologi

    Pennella A., Binotto G., Breccia M., Gozzini A., Pregno P., Stagno F., Ragonese A.
  4. Aspetti psicologici del Trapianto di Cellule Staminali Emopoietiche (TCSE) nei pazienti pediatrici, nei fratelli donatori e non donatori
    De Marchi B., Scarponi D.
  5. La paranoia fondativa come impossibile elaborazione del dolore.
    Istituzione, mito fondativo e pensiero magico

    Colavero P.
  6. A gonfie vele contro il cancro. Un progetto di Terapia dell’Avventura nel percorso di cura
    Basso A., Mastronunnzio
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